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INCREDIBILE! La birra fa “morire di fame” il cancro! Scoperta nel luppolo la molecola che annienta la malattia!

29 Maggio 2019
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Luppolo, elisir di lunga vita!!

Gli scienziati dell’università di Pisa hanno analizzato la bevanda e ne hanno scoperto delle proprietà incredibili. Il luppolo conterrebbe un fitocomposto, lo Xantumolo (XN), ovvero un flavonoide antiangiogenico dotato di numerose proprietà benefiche.

Nel luppolo e nella birra, trovato un composto che contrasta il tumore facendolo ‘morire di fame’: ecco come ci riesce e come sconfigge il cancro.

La birra contiene una molecola che ‘fa morire di fame’ il tumore al punto da contrastarne la diffusione.

Cos’è l’angiogenesi. Si parla di proprietà antiangiogeniche quanto un agente, come in questo caso lo Xantumolo, è in grado di bloccare lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni vicino ai tumori impedendo loro, di fatto, di trovare nutrimento e di crescere. Insomma, i ricercatori hanno scoperto che lo Xantumolo è in grado di far ‘morire di fame’ la malattia, impedendole di diffondersi e quindi contrastandola.

Lo studio italiano. Gli esperti ci spiegano che la strategia terapeutica che contrasta l’angiogenesi è ad oggi una delle più diffuse per combattere il cancro ed è spesso affiancata alla chemioterapia, per questo la scoperta delle proprietà dello Xantumolo è così importante. Attualmente, ci informano, “due dei nuovi derivati dello Xantumolo brevettati, sono in grado di esercitare un’attività anti-angiogenica ancora maggiore rispetto al principio naturale base dello XN” e sono a bassa tossicità: “possiedono una capacità di riduzione dell’angiogenesi dell’80% in test sperimentali e sono risultati particolarmente efficaci nell’interferire con funzioni chiave della cellula endoteliale (struttura di base cellulare che costituisce i vasi sanguigni tumorali), quali la proliferazione, l’adesione, la migrazione, l’invasione e la formazione di strutture simil-capillari”.

I ricercatori. Gli scienziati dell’Università di Pisa hanno lavorato in stretta collaborazione con il gruppo della dottoressa Adriana Albini, direttrice del laboratorio di Biologia vascolare e angiogenesi di MultiMedica e direttore scientifico della Fondazione MultiMedica Onlus, e del professor Douglas Noonan, dell’Università dell’Insubria di Varese, e insieme hanno pubblicato i loro risultati all’interno di uno studio disponibile sulla rivista “European Journal of Medicinal Chemistry”.

fonte dell’articolo Fanpage.it

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